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Pagina bianca

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Che fatica tornare qui….

Ne sento il bisogno, però… Ultimamente sempre più spesso, pur non riconoscendone il motivo. Ed ora sto qui davanti a questa pagina bianca con la stessa trepidazione di quando ero a scuola e aspettavo la traccia del tema. Ne avrei tante di cose da dire, di stati d’animo da rivelare, di cose piccole e grandi da condividere.

Forse non è ancora tempo. O forse non è più tempo….. chissà?

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Chi si rivede!

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Sono entrata qui in punta di piedi, quasi di nascosto.

E’ così strano dopo tanto tempo! Ma mi sembra di essere a casa qui, nel mio blog, nel mio diario virtuale.

Non so se e come e quanto riprenderò a scriverci, ma è così bella questa sensazione di confidenza che ritrovo…. Anche se anche qui molte cose sono cambiate, nella grafica, nella gestione …. farò finta di avere avuto gli imbianchini in casa: ora le pareti sono di un altro colore, le stanze sembrano diverse, ma è ancora e sempre casa mia.

Bentornata, Silykot!

C’è sempre un motivo…

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C’è un motivo se da quello che eri per me sei diventato “il tizio che abita qui”….

E in virtù di quel motivo oggi ti dedico un sincero (i lettori mi scusino per la mancanza di eleganza)

Vai A Farti Fottere, anche come acronimo, se preferisci!

Disorientamento

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Qualche giorno fa l’allenatore di mio figlio ha fatto nuotare i ragazzi dapprima senza occhialini e poi “all’inglese” (cioè tenendo la sinistra della corsia anziché la destra, come di solito).

Durante le prime vasche, quelle senza occhialini, i ragazzi sembravano smarriti, molti nuotavano ad occhi chiusi per evitare il fastidio dato dal cloro. Molti si tenevano spesso alla corsia per avere un riferimento, altri si passavano la mano sugli occhi ogni quattro bracciate.

Quando si è trattato di tenere la sinistra (ma indossando gli occhialini) le cose sono andate un po’ meglio, ma non per tutti: alcuni faticavano ad andare in una direzione insolita, ad uscire dal consueto, e sbattevano contro i compagni.

Mi sono trovata a pensare che basta poco per disorientare qualcuno, che sottrarre o cambiare uno strumento solito può provocare un disorientamento inatteso, che un semplice cambio di direzione può far mancare sicurezza.

Ecco…. oggi nuoto senza occhialini.

Le frittelle di mele

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“….. Mi guarda con complicità, anche la più piccola sensazione si dilata per il semplice fatto di stare in mezzo agli altri come se fossimo solo conoscenti, come se lui fosse soltanto uno tra i tanti amici di Victoria e ci guardiamo attraverso i vestiti, infinita la nostra intimità mentre recitiamo, e giocosa, perché è tutta nostra, mi passa una frittella e la sua mano mi sfiora delicatamente e la mia pelle risponde, il Gringo sa come risponde la mia pelle, il mio amante, che cambia impercettibilmente timbro di voce quando dice Blanca e solo io me ne accorgo, solo io so cosa vuol dire quando dice Blanca. E mi piace stare così con lui, circondati da tante persone, non voglio la solitudine immacolata del letto sul pavimento, voglio una solitudine a due capace di condividere scampoli di vita degli altri, di mettersi alla prova con la parte di lui che non mi è familiare, con l’io che esiste oltre il suo petto, voglio amarlo anche quando parla con gli altri, non voglio illudermi col solo richiamo delle quattro pareti di quell’appartamento in centro, può essere così soggettivo il richiamo degli amanti, io ho bisogno di provare l’esistenza del Gringo, basarlo su qualcosa che vada al di là delle mie fantasie, confermare la sua esistenza oltre la mia immaginazione, accertarmi della realtà di questo essere che non è solo mio. ….

…. Voglio amarlo nella sua dimensione reale e lo assaporo come un privilegio. Gli amanti tradizionali, rinchiusi nella loro urgenza, non sono abituati a farlo – o forse non possono.”

Marcela Serrano – Il tempo di Blanca

Riassunto…..

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“…sei la forza

la mia gruccia

seme e scorza

frutto e buccia

succo e polpa

la mia colpa tu

la mia innocenza 

e la mia schiavitù

sei la fonte

la mia brocca

nuca e fronte

grembo e bocca

la mia fuga

da una ruga in più…”

(da Va tutto bene – Claudio Baglioni)

Fine agosto

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Sono tornata (anche dalle mie mini vacanze, da un bel pezzo).

La fine di agosto è sempre un momento di svolta, come un Capodanno. Tra poco finiranno le vacanze scolastiche, ricominceranno la scuola e le attività sportive dei miei figli, con la relativa attività di autista a tempo pieno che vi è associata.

Settembre è sempre stato il momento in cui ci si rimbocca le maniche, si riparte con i doveri, ci si lasciano alle spalle l’ozio e la pigrizia estivi.

Prima, però, mi voglio prendere un momento per pensare soltanto a me e alla mia vita come è adesso, mi voglio prendere una serata per pensare a qualcuno che finalmente mi ama come voglio essere amata e al nostro tempo insieme….