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Sono meno forte di quanto credessi

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Credevo che si fosse attenuato col tempo che passa.
Credevo, sì.
E invece è bastata una banale coincidenza per far riaffiorare un turbine di sentimenti, emozioni, paure… e dolore. Tanto.

Mia mamma deve fare una visita specialistica: un’impiegata imbranata dell’asl e il suo computer hanno fatto in modo che tale visita si dovesse svolgere proprio nell’ospedale in cui mio padre ha affrontato la maggior parte delle sue cure.
Ero con lei allo sportello delle prenotazioni e ho sentito un brivido lungo la schiena quando ho sentito il nome della struttura in cui avrei dovuto accompagnarla. L’ho ignorato e le ho detto “Lunedì? Certo, che ti accompagno!”
Ma una volta a a casa ho avuto un attacco d’ansia.
Il pensiero di ripercorrere quella strada fatta tante e tante volte fin dall’altra parte di Torino, l’idea di entrare di nuovo lì dentro, di attraversare quei corridoi arcinoti, di rivedere quei luoghi così tristemente familiari, mi ha fatta crollare come non mi succedeva più da tempo.

Ieri sera avrei dovuto prendere accordi con lei per l’orario e invece è intervenuto il mio provvidenziale fratello, dicendo che aveva commissioni da fare in quella parte della città e che l’avrebbe accompagnata lui.

E io, vigliaccamente, ho tirato un sospiro di sollievo…

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Nel mezzo del cammin della mia vita.... mi sono accorta che la tazzina può essere mezza piena! ;-)

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  1. Va bè dai, non è vigliaccheria; penso sia meglio non influenzare tua madre con la tristezza…che avrà già di suo.

    un abbraccio
    .marta

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  2. non è vigliaccheria, è vissuto profondo e autentico
    ciao Mara

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    • Profondo e ancora straziante, purtroppo. Tra qualche mese saranno tre anni e a volte mi sveglio ancora al mattino col pensiero di andare a trovarlo o di fare qualcosa per lui… e invece non posso più fare niente.

      Rispondi
  3. Sei solo un normale essere umano…mia nonna materna e’ morta tanti anni fa …mia madre non L ha superato ancora oggi il lutto pensa un po’…ti abbraccio.L

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  4. Chiemi vigliaccheria la memoria del dolore?

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  5. Un attacco d’ansia non è vigliaccheria e non è debolezza. Non credo di doverlo spiegare io a una psicologa, ma secondo me è solo un segnale che il tuo corpo ti dà per dirti che qualcosa non va.
    Mia madre è morta da quasi 15 anni, ho passato quasi metà della mia vita senza di lei; nei momenti più significativi lei non c’era: non c’era quando mi sono diplomata, quando mi sono lasciata con l’uomo che avrei dovuto sposare, quando mi sono laureata, quando ho trovato lavoro, quando ho comprato casa, quando ho avuto l’incidente, quando mi sono sposata. E mi è sempre mancata. Lo scorso anno, quando organizzavo il mio matrimonio piangevo quasi ogni sera, perchè è naturale che la sposa si confidi con la madre e abbia il suo supporto e la mia non c’era. Per fortuna ho accanto un uomo che ha sopperito alla sua mancanza, compreso accompagnarmi a scegliere l’abito.
    Non vergognarti e non colpevolizzarti e soprattutto se hai bisogno di supporto sono sicura che ci siano tante persone pronte a dartelo! Il mio numero ce l’hai!

    Rispondi
  6. Ti sarai anche sentita meno forte di quanto credessi, ma è anche molto più comprensibile di quanto tu creda… Un abbraccio.

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