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Scadenze

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Lunedì sono rimasta un’oretta a far chiacchiere con delle amiche.
Tra gli altri, si è toccato l’argomento “matrimonio” (o relazione stabile, che è uguale) ed una ha chiesto ad un’altra se avrebbe risposato suo marito.
Subito mi è tornato in mente un pensiero fatto anni fa, in tempi non sospetti: la convinzione che nei matrimoni bisognerebbe introdurre la scadenza o la possibilità di scegliere o no di confermare le convinzioni iniziali.
Nessun “per tutta la vita” e tantomeno “per sempre”, ma la consapevolezza di essere sempre in prova, la capacità di non dare per scontata la presenza di un’altra persona accanto a noi, la maturità di dire “ti scelgo ogni volta, ogni giorno”.

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Nel mezzo del cammin della mia vita.... mi sono accorta che la tazzina può essere mezza piena! ;-)

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  1. Forse questo andrebbe bene per un matrimonio civile: il matrimonio religioso è un’altra cosa, e comporta scelte e convincimenti di base di altro tipo.

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    • Non sono d’accordo. Io non sto parlando di assenza di convincimenti, anzi è proprio il contrario. Per scegliersi ogni giorno è necessario rinnovare ogni giorno quella scelta iniziale.

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      • Sto uscendo dall’ufficio, appena posso ne riparliamo!

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      • Nel matrimonio religioso il fatto di scegliersi ogni giorno o di rinnovare la scelta iniziale non c’è: ci si sceglie per sempre, si diventa una persona sola “finché morte non si separi”: il matrimonio religioso non è un contratto a termine, è l’impegno perenne di essere una sola anima, e i figli sono la testimonianza di questa unione fisica e spirituale.

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        • Probabilmente chiamiamo con differenti termini lo stesso concetto: Lo scegliersi per sempre, alla base del matrimonio religioso, non può realizzarsi, a mio avviso, se non attraverso lo scegliersi nuovamente giorno per giorno.

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  2. Ne parlavo con mio marito un paio di settimane fa. Finchè non eravamo sposati stavamo insieme perchè ogni giorno liberamente sceglievamo di stare insieme. Adesso ho paura che ci sia anche una sorta di senso del dovere che ci tiene uniti e non mi piace possa essere così.

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    • Il nemico peggiore, a mio avviso, è l’abituarsi ad avere sempre accanto una persona e il dare per scontato che sia e che ci sia sempre. Questo porta, col tempo, a non sorprendersi più a vicenda, a non corteggiarsi più.

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  3. Il matrimonio religioso prevede un convincimento e dei principi che hanno come base la sacralità del vincolo matrimoniale e la sua indissolubilità. Non prevede una revisione ogni tot anni..
    In un legame, sentirsi “in prova”, mi darebbe il senso di precario e volubile…La vita di coppia non è un cammino in autostrada…i legami, secondo me, vanno anche alimentati..e alla base devono per forza esserci comunanze di intenti e di interessi..
    Il coinquilino ed io, in giugno compiremo il 23 esimo anniversario di matrimonio.Dopo 10 di fidanzamento..Difficoltà molte, e voglia di mollare l’abbiamo avuta..ma…oggi, posso continuare a dire che stiamo bene insieme e lui è la scelta che rifarei. 🙂

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    • Credo che quel “senso di precario” sia uno stimolo fortissimo a cercarsi e a scegliersi ancora e ancora e ancora….
      Lo sto sperimentando e ti assicuro che spinge forte l’uno verso l’altra.

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  4. Io continuo a pensare che la cosa migliore che ho fatto e’ stato divorziare e non …risposarmi mai i!

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  5. Ma almeno il rinnovo tacito è previsto?

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  6. Be’, però nessuno è costretto a sposarsi (in caso contrario, il discorso si sposta sul penale).
    Quindi due persone possono benissimo “ritrovarsi” tutti i giorni. Le regole le fissano loro.
    Altro discorso è quello del matrimonio religioso: lì le regole le fissano altri e uno o si adegua o rinuncia.
    (‘ngiorno…)

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  7. 😀 😀 😀 ma dico: a parte convinzioni religiose e perdite economiche, qualcuno davvero pensa che il matrimonio sia un legame scindibile solo con la morte?? 😀
    Il medioevo è finito da un pezzo. E pure le tribù nelle villaggi africani stanno iniziando a dubitarne…

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